Scoperta la natura 'leggera' del satellite Iperione
L’analisi dei dati della sonda Cassini effettuata da un team della Sapienza ha spiegato la strana forma di Iperione, il satellite ghiacciato di Saturno. Il piccolo satellite dall'aspetto irregolare è formato da crateri di medie dimensioni. La leggerezza di Iperione non gli ha fatto assumere la classica forma sferoidale degli altri corpi celesti o nanopianeti. A questo risultato è giunto un team di scienziati della Sapienza che, con i colleghi dell’Università di Bologna e gli americani della Cornell University, ha analizzato le immagini provenienti dalla sonda Cassini. La ricerca è stata pubblicata su Nature.
L’aspetto spugnoso di Iperione è dovuto alla sua bassa densità del corpo celeste, poco più di 500 kg al metro cubo. Molto bassa per un satellite di circa 270 chilometri di diametro. La bassa densità di Iperione ha limitato la quantità di materiale espulso durante le collisioni avvenute dopo la formazione del sistema solare. I crateri conservano pertanto la forma originaria scaturita dall'impatto con altri corpi celesti senza ricaduta di frammenti o di altro materiale a modificarne la forma. La debole gravità tende a far disperdere nello spazio il materiale espulso invece che farlo ricadere sulla superficie.
Il volume del corpo celeste è stato calcolato sulla base delle foto scattate dalla telecamera di bordo della sonda Cassini. La massa invece è stata determinata dai ricercatori italiani diretti da Luciano Iess del dipartimento di Ingegneria aerospaziale e astronautica della Sapienza, misurando la piccola deflessione causata dalla traiettoria della sonda Cassini durante un passaggio ravvicinato avvenuto nel settembre 2005.
20070717
Fonte: La Sapienza