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La Russia congela i rapporti con la Nato

Il Cremlino congela i rapporti militari con la Nato. La decisione dell'Alleanza atlantica di installare un sistema scudo anti-missile in territorio polacco ha provocato la ritorsione di Mosca che blocca ogni collaborazione militare e ritira il proprio ambasciatore dall'Alleanza atlantica. La crisi d'agosto ha avuto inizio con la guerra lampo in Georgia. La Russia accusa la Nato di difendere il regime georgiano di Saakashvili, mentre la Nato contesta al Cremlino l'eccessiva risposta militare russa a seguito dei bombardamenti georgiani in Ossezia del sud. La decisione di Mosca avrà probabili ripercussioni sulla presenza militare russa in Afghanistan. Il possibile coinvolgimento di Israele nella vendita di armi alla Georgia ha anche provocato la dura risposta di Mosca, dichiaratasi disponibile a negoziare la vendita di armi alla Siria, paese confinante e ostile nei confronti dello Stato ebraico.

Un nuovo ordine geopolitico

L'escalation causata dalla guerra in Georgia rischia così di definire nuovi equilibri geopolitici e nuovi muri, la cui distruzione richiederà nuovamente molti decenni di lavoro diplomatico. Il blitz della Georgia nella sua regione indipendentista dell'Ossezia del sud potrebbe modificare radicalmente l'atlante geopolitico del mondo. Un nuovo scenario che avvantaggerà esclusivamente l'industria di armi, lasciando ben poco spazio ai processi di pace e alla collaborazione internazionale. Uno scenario internazionale sfavorevole soprattutto per la stessa Ue (dipendente dalla Russia nelle forniture di gas) e per Israele che rischia di perdere un importante alleato nella lotta al terrorismo islamico. La prossima uscita di scena del presidente americano George Bush, il cui secondo mandato presidenziale scade fra pochi mesi, potrebbe tuttavia placare gli animi e far rientrare la crisi.

22 / 08 / 2008

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