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Roma. La Colonna Traiana Si innalza ai margini dei Fori Imperiali, nel Foro di Traiano, ancora intatta, per narrare da quasi duemila anni il trionfo militare dell'imperatore Traiano: è la Colonna Traiana, uno dei capolavori dell’arte trionfalistica romana, che si erge su di un basamento predisposto, con molta probabilità, a ricoprire e custodire le ceneri dell’imperatore. Da ciò si può facilmente intuire la funzione commemorativa della colonna, che sicuramente si aggiungeva al ruolo di monumento propagandistico e trionfalistico, di fondamentale importanza per favorire le future imprese belliche dell’impero. Sullo sfondo dei mercati traianei e dei successivi palazzi barocchi, la Colonna riporta impressi sui fregi, che le si avviluppano tutt’intorno a spirale, le vicende belliche più importanti che hanno visto Traiano quale trionfatore. Tra queste, la battaglia contro i Daci, della quale vengono immortalate nel travertino le varie fasi. Come tutti i grandi imperatori romani meritevoli di archi di trionfo e templi dedicati, anche Traiano si fregiò del titolo di divus, e della conquistata immortalità per aver contribuito a rendere Roma e il suo impero sempre più grande e più potente agli occhi degli altri popoli. La historia narrata sulla colonna procede, da sinistra verso destra, a partire dal 101, anno in cui lo stesso Traiano attraversò il Danubio, al suo ritorno in Italia e dalla partenza nel 105 dal porto di Ancona fino alla conquista della Dacia. L’imperatore ricorre spesso sui fregi, che si susseguono ininterrotti, ora in atteggiamento d’arringa, ora nel distribuire onoreficenze, o, mentre è in corso una battaglia, nell’atto di guidare le truppe. Oltre al divus Traiano, c’è un protagonista “corale” raffigurato lungo le spire della colonna, ed è l’esercito romano. I milites sono rappresentati in azioni di gruppo, sempre concordi e ossequienti nei confronti di Traiano, che impartisce loro ordini e glieli fa eseguire: costruire palizzate, sferrare un attacco, catturare e infrangere le ultime resistenze nemiche. Prodiga di dettagli degni di un resoconto storico e documentaristico, la colonna riporta anche l’eroica resistenza opposta ai romani dai Daci, le teste tagliate sul campo di battaglia e l’inondazione nefasta del Danubio, oltre al momento della resa delle insegne belliche e al suicidio di massa dell’esercito sconfitto. La capitolazione dei Daci avviene in sequenze degne di un kolossal holliwoodiano, con scene di fuga dei civili, donne con bambini in braccio e l’avvelenamento delle truppe che decidono di suicidarsi prima di essere catturate dai romani. Decebalo, capo dei Daci, compare alla fine, dopo alcune scene in cui dimostra grandi doti morali e militari coi suoi soldati al pari di Traiano, nell’atto di mozzarsi la testa con un pugnale: la grandezza di Traiano si misura anche dal valore dello sconfitto, che non vede altre vie d’uscita, se non la morte, dall’ignominia della disfatta. La Colonna Traiana è dunque, oltre che un importante monumento commemorativo, anche una grande pagina di storia incisa nella pietra, probabilmente per mano di Apollodoro.
01 ottobre 2007
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