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Roma. L’Arco di Costantino Dopo la distruzione della Domus Aurea neroniana, che comprendeva anche il lago artificiale intorno al Colosseo, il monumento che soppiantò la faraonica dimora fu di tutt’altro tono e oggi sorge a due passi dal Colosseo: è l’Arco di Costantino. Si ritiene, seguendo la traccia di recenti scoperte, che quest’opera possa essere stata realizzata durante l’impero di Adriano, per poi essere decorata e adattata alle nuove situazioni e ai nuovi protagonisti della storia, con fregi di datazione posteriore. Uno dei fregi risale infatti all’epoca traianea. L’arco fu dedicato alla vittoria di Costantino su Massenzio nel 315 d.C., conseguita al Ponte Milvio. Altri elementi che ne fanno parte integrante sono di epoche diverse: i tondi sono di età adrianea e raffigurano scene di caccia e di sacrificio, mentre otto rilievi sono rapportabili ad un arco dedicato a Marco Aurelio, che sorge nel Foro. L’intento sotteso alla realizzazione dell’opera era sempre lo stesso: ridisegnare la linea di successione di Costantino rispetto ai più grandi e nobili imperatori romani e investirlo della maiestas divina, rappresentata dall’aureola, che in qualche caso circonda la sua effigie. La scritta che compare al centro dell’arco riporta l’espressione “instinctu divinitatis”, a indicare probabilmente la conversione di Costantino, che fu di convenienza, di tipo superstizioso più che fideistico, alla religione cristiana. Le statue poste sulla sommità dell’arco risalgono all’età di Traiano. Il resto delle decorazioni, in stile sicuramente più rude rispetto agli altri fregi, risente dello stile in voga nell’età di Costantino e riguarda raffigurazioni delle sue battaglie campali, tra cui quella del Ponte Milvio. L’immagine di Costantino appare sempre in posizione preminente e centrale rispetto ai personaggi raffigurati. Erede dei mortali più potenti, ma anche investito di quei valori che ne sanciscono l’immortalità, Costantino diventa l’emblema di fides, virtus, pietas, clementia e concordia. Più importante della rappresentazione bellica in sé e dei dettagli realistici è la raffigurazione dei cerimoniali, dalla profectio, ovvero la partenza per la guerra, alla lustratio, cioè il rituale del sacrificio, dal ritorno dalla guerra alla successiva distribuzione del bottino al popolo nel Foro. L’Arco di Costantino oggi si ammira per la poliedricità degli stili con cui è decorato e per la storia che lo ha visto mutare nel corso dei secoli, grazie a materiale di spoglio ricavato da altri monumenti e a ornamenti introdotti in epoche successive, per esaltare e glorificare le gesta dell’imperatore che segnò il passaggio dalla Roma pagana alla Roma cristiana. 03 ottobre 2007
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