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Roma. Le Terme di Caracalla

Tra il 212 e il 217 l’imperatore Caracalla fece ultimare il grande complesso termale, già ideato da Settimio Severo, oggi accessibile previo pagamento di un ticket d’ingresso. Le terme di Caracalla furono considerate magnificentissimae fino al V secolo e difatti offrivano ogni tipo di comfort ai 6000- 8000 visitatori che vi trascorrevano la giornata, comprese biblioteche, palestre e giardini. Diocleziano, Costantino e infine Teodorico contribuirono a mantenerle in buono stato, malgrado la devastazione a cui furono soggette al tempo dei Goti (537). Lo spoglio dei materiali e delle colonne in particolare, operato da parte dei religiosi per realizzare chiese e duomi, contribuirono a ridurre quest’opera architettonica al complesso di ruderi che oggi è possibile ammirare, dopo una lenta opera di restauro e rivalutazione. Durante il Medioevo e nel Rinascimento vennero rinvenute nell’area numerose statue e oggetti custoditi in vari musei. Nel 1800 affiorarono i mosaici policromi della pavimentazione, in parte recuperati, il cui soggetto era rappresentato da atleti nelle palestre. Nel 1938 vennero restaurati Tepidarium e Calidarium. Sorto ai piedi dell’Aventino, il complesso venne ben presto racchiuso da un recinto. L’edificio centrale dei bagni, a cui si accedeva da nord-est, era costituito dalla natatio, ossia una piscina estiva scoperta per il nuoto, l’aula basilicale o frigidarium con vasche di acqua fredda, il tepidario con acqua tiepida e il calidario con acqua calda, a seconda delle esigenze. Oltre allo spogliatoio, il cosiddetto apodyterium, vi era perfino il sudatorium o laconicum, ovvero un locale adibito alla inalazione di vapori caldi per la respirazione e il riposo. La palestra era pavimentata con un mosaico a motivi geometrici. Tuttora è possibile ammirare alcune figure di questi splendidi mosaici, oltre agli affreschi in stile pompeiano conservati sulle pareti di alcuni locali meno accessibili al pubblico e alle statue. Al di sotto del complesso sorgeva un fitto reticolato di grandi gallerie in cui scorreva l’acqua che proveniva dall’Acqua Marcia e ancora più in profondità l’impianto fognario. Il tutto organizzato in maniera esemplare ed efficiente, in modo che non venisse mai meno la funzionalità del complesso termale, seppure entro una cornice che vari imperatori contribuirono a far diventare eximia, grazie agli abbellimenti e decori degli ambienti. Se gli antichi romani ritenevano fondamentale lo sfoggio e lo sfarzo, oggi, vicino al complesso sorgono varie strutture sportive: tutto si trasforma nella Roma contemporanea, anche il gusto estetico. 06 ottobre 2007
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